

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | ||
|---|---|---|---|---|---|
| 250mg | 180 compresse | €2,96 | €666,88 €533,51 | Miglior prezzo Popolare | |
| 250mg | 120 compresse | €3,25 | €488,48 €390,78 | ||
| 250mg | 90 compresse | €3,59 | €403,52 €322,82 | ||
| 250mg | 60 compresse | €3,95 | €296,27 €237,01 | ||
| 250mg | 30 compresse | €4,53 | €169,90 €135,92 |
La ticlopidina è un antipiastrinico della classe delle tiopirimidine, utilizzato per ridurre l’aggregazione delle piastrine. È un prodrug: nell’organismo viene convertita nel metabolita attivo che interagisce con il recettore P2Y12 presente sulle piastrine. L’effetto è un’inibizione irreversibile della funzione piastrinica, con durata dell’inibizione pari a quella delle piastrine stesse (circa una settimana o più finché nuove piastrine non sostituiscono quelle inattivate).
È indicata principalmente per la prevenzione di ictus ischemici in pazienti con storia di TIAs o di ictus ischemico, specialmente quando l’aspirina da sola non è sufficiente o non è ben tollerata. Può essere considerata in alcuni casi dopo insure vascolari o in pazienti che non tollerano altri antiplatelet. È importante sottolineare che, rispetto ad altre terapie moderne, l’uso della ticlopidina è diminuito a causa del profilo di sicurezza e della necessità di monitoraggio ematochimico frequente. L’uso deve essere rigorosamente prescritto e monitorato da uno specialista.
La ticlopidina, una volta attivata, blocca in modo irreversibile il recettore P2Y12 sulle piastrine. Questo impedisce l’effetto dell’ADP sull’aggregazione piastrinica e determina una riduzione della formazione di trombi. L’efficacia antitrombotica è influenzata dalla disponibilità del metabolita attivo, che varia tra i pazienti. Poiché l’azione persiste per l’intera vita delle piastrine, la terapia richiede un attento monitoraggio delle piastrine nel tempo per individuare eventuali complicazioni ematologiche.
È controindicata in caso di sanguinamenti attivi, ulcere gastriche o intestinali, disturbi emorragici noti, e in presenza di gravi disfunzioni epatiche o renali non controllate. Non è raccomandata in gravidanza e in età pediatrica, né in pazienti con storia di neutropenia o agranulocitosi legata al farmaco. È consigliabile evitare l’uso concomitante con altre terapie antitrombotiche senza supervisione clinica, per ridurre ulteriormente il rischio di sanguinamenti. Una valutazione periodica della funzione midollare è fondamentale durante il trattamento.
I principali rischi includono neutropenia o agranulocitosi, che richiedono controlli ematologici regolari. Può verificarsi trombocitopenia, che aumenta la probabilità di sanguinamenti anche minimi. Altri effetti comuni sono mal di testa, diarrea, gastralgia e rash cutanei. Raramente sono riportati disfunzioni epatiche gravi. Se si notano febbre alta, infezioni ricorrenti, lividi insoliti o sanguinamenti prolungati, è necessario consultare subito un medico.
Il profilo di interazioni comprende un aumentato rischio di sanguinamento con altri anticoagulanti o antiaggreganti; l’uso concomitante va valutato attentamente. Farmaci che possono irritare la mucosa gastrica o alterare la coagulazione vanno usati con cautela. Siccome la ticlopidina è un prodrug, modificatori dell’attività enzimatiche epatiche possono influenzarne l’attivazione e l’efficacia. Il monitoraggio tipico comprende emocromo completo con conta leucocitaria e valori delle piastrine, soprattutto nelle prime settimane e periodicamente durante la terapia. In presenza di febbre, infezioni ricorrenti o segni di infezione, bisogna controllare la conta cellulare.
La scelta di procedere con la ticlopidina richiede una valutazione accurata beneficio/rischio da parte del medico. Per chi sta pensando di iniziare o interrompere la terapia, è fondamentale seguire le indicazioni del professionista sanitario e non modificare mai la dose o la frequenza senza consultarsi.
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