

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|---|
| 50mg | 360 compresse | €0,67 | €342,91 €240,04 Miglior prezzo | |
| 50mg | 180 compresse | €0,69 | €179,07 €125,35 | |
| 50mg | 120 compresse | €0,72 | €123,82 €86,67 | |
| 50mg | 90 compresse | €0,76 | €97,14 €68,00 | |
| 50mg | 60 compresse | €0,83 | €70,47 €49,33 | |
| 50mg | 30 compresse | €0,89 | €38,08 €26,66 | |
| 100mg | 360 compresse | €0,75 | €384,83 €269,38 Popolare | |
| 100mg | 180 compresse | €0,83 | €213,36 €149,35 | |
| 100mg | 120 compresse | €0,93 | €160,02 €112,01 | |
| 100mg | 90 compresse | €1,00 | €129,53 €90,67 | |
| 100mg | 60 compresse | €1,04 | €89,52 €62,67 | |
| 100mg | 30 compresse | €1,11 | €47,61 €33,33 |
Disclaimer: Le informazioni contenute in questa pagina sono di carattere informativo e non sostituiscono il parere medico. Consultare sempre un medico o un farmacista per indicazioni personalizzate.
Largactil (clorpromazina) è un antipsicotico appartenente alla classe delle fenotiazine, impiegato principalmente per trattare disturbi psicotici come la schizofrenia.
Questo farmaco agisce modulando l’attività dei recettori dopaminergici nel cervello, contribuendo a ridurre sintomi quali allucinazioni, deliri e agitazione.
Viene somministrato in formulazioni diverse a seconda della gravità dei sintomi e delle esigenze cliniche: compresse orali, soluzione orale o, in contesto ospedaliero, formulazioni endovenose o intramuscolari.
In Italia l’uso è regolato e può richiedere prescrizione medica; consultare il medico o il farmacista per le indicazioni specifiche della propria situazione e per conoscere le modalità di somministrazione disponibili.
La clorpromazina è indicata in situazioni di disturbi psicotici gravi, di schizofrenia breve o ricorrente e in altri quadri psicotici dove la trazione sintomatologica può essere significativa.
Tra gli impieghi consolidati rientrano anche casi in cui è necessario controllare sintomi associati a nausea grave e vomito refrattario, soprattutto quando altre terapie non hanno avuto successo.
In contesti ospedalieri, la clorpromazina può essere impiegata per gestire agitazione severa o sovraccarico emozionale in pazienti con condizioni complesse, sempre sotto stretto controllo medico.
È fondamentale che l’uso sia guidato da un professionista sanitario, che valuterà benefici e rischi, soprattutto in relazione a età, stato di salute generale e possibili interazioni con altri farmaci.
La clorpromazina è tradizionalmente impiegata per ridurre sintomi positivi della schizofrenia, come allucinazioni e pensiero disorganizzato. Può contribuire a migliorare anche l’allineamento comportamentale e la collaborazione terapeutica.
Nel trattamento di episodi psicotici acuti può essere usata in combinazione con altre terapie, a seconda della gravità e della risposta individuale.
Un uso prolungato richiede monitoraggio dei movimenti corporei, della funzione cognitiva e della salute generale, perché può aumentare il rischio di effetti collaterali extrapiramidali e altri eventi avversi.
Consultare il medico per comprendere se la clorpromazina sia adatta a una determinata condizione psicotica e per definire la strategia di trattamento più sicura ed efficace.
In passato la clorpromazina è stata utilizzata come antiemetico in contesti particolari dove altre terapie non hanno funzionato, soprattutto quando la nausea è severa e accompagnata da stati di malessere marcato.
Questo impiego deve essere valutato caso per caso, poiché esistono terapie antiemetiche con profili di sicurezza più innovativi e mirati a seconda della causa della nausea.
Per chi soffre di questa manifestazione in assenza di altre opzioni efficaci, la decisione di utilizzare la clorpromazina deve essere presa da un medico, che terrà conto di eventuali controindicazioni cardiache, epatiche o neurologiche.
In ogni caso, l’uso in contesti di nausea grave non deve sostituire un’indagine diagnostica adeguata per identificare la causa sottostante.
In ambito ospedaliero, la clorpromazina può essere impiegata per sedare o calmare stati di agitazione intensa non controllati da altre misure non farmacologiche, sempre con supervisione clinica.
L’uso in questi scenari richiede attenzione ai potenziali effetti sedativi, ipotensivi e sull’umore, nonché a possibili interazioni con altri sedativi o analgesici somministrati nello stesso contesto.
La decisione di utilizzare la clorpromazina per agitazione acuta dipende dall’indagine clinica, dallo stato di coscienza del paziente e dalle alternative disponibili.
È essenziale che la gestione sia coordinata da un’équipe sanitaria per monitorare risposta terapeutica e sicurezza durante il trattamento.
La clorpromazina può, in alcuni contesti, essere utilizzata off-label per sintomi o quadri clinici non inclusi tra le indicazioni ufficiali, sempre valutando benefici e rischi con il medico.
Tra gli ambiti off-label si incontrano situazioni di agitazione in pazienti con condizioni non psicotiche complesse o in contesti palliativi per migliorare la qualità della situazione sintomatica generale.
In ambito geriatrico, la prudenza è fondamentale: la fragilità, la sensibilità al sistema nervoso centrale e le possibili interazioni con altri farmaci aumentano la necessità di un monitoraggio stretto.
Qualsiasi impiego off-label deve essere discusso con un professionista sanitario, che valuterà la necessità terapeutica, la dose e le eventuali alternative più sicure ed efficaci per la singola persona.
In alcuni casi si considera l’impiego di clorpromazina per gestire l’agitazione associata a delirium o stato confusionale in pazienti non strutturalmente psicotici, ma questa scelta è soggetta a severo scrutinio medico.
Il medico valuterà se i potenziali benefici superano i rischi, tenendo conto di altre terapie sedative e del profilo di sicurezza per la persona assistita.
Si presta particolare attenzione a effetti collaterali quali sonnolenza, cadute e alterazioni della pressione arteriosa, che possono incidere sulla sicurezza quotidiana del paziente.
In caso di dubbi sullo scarso o alto potenziale beneficio, è consigliabile discutere alternative terapeutiche e piani di monitoraggio con lo specialista.
Nelle malattie avanzate, la clorpromazina può essere considerata come opzione per controllare sintomi particolari del quadro clinico, sempre nel contesto di una strategia palliativa globale.
La decisione dipende dall’obiettivo della cura, dalla possibile riduzione del malessere e dall’impatto di eventuali effetti collaterali sulla qualità di vita.
La gestione va coordinata con l’equipe palliativa, con particolare attenzione alla percezione del paziente e ai desideri di chi assiste.
Qualsiasi impiego in questa cornice deve essere accuratamente pianificato, in modo da bilanciare beneficio sintomatico e sicurezza.
La clorpromazina agisce principalmente come antagonista dei recettori dopaminergici D2 nel sistema limbico e corticale, modulando la trasmissione dopaminergica associata ai sintomi psicotici.
Oltre all’azione sui recettori dopaminergici, la clorpromazina interagisce con altri bersagli neurotrasmettitoriali tra cui recettori serotoninergici, istaminergici, adrenergici e muscarinici. Questa ampia afferenza contribuisce sia ai suoi effetti terapeutici sia al profilo di effetti collaterali.
Il meccanismo alla base della sedazione è strettamente legato all’azione sui recettori istaminergici e muscarinici, che può spiegare la sonnolenza osservata all’inizio del trattamento.
In termini semplici, la clorpromazina riduce l’eccessiva attività dopaminergica nel cervello, contribuendo a normalizzare pensiero, percezione e comportamento, ma può anche deprimere altre funzioni cerebrali legate all’attenzione e al tono muscolare.
Concretamente, l’azione sui recettori D2 è fondamentale per l’effetto antipsicotico, mentre l’interazione con i recettori 5-HT (serotoninergici) può modulare sia i sintomi psichici sia alcuni effetti collaterali.
La presenza di attività su recettori istaminergici contribuisce all’effetto sedativo, ma anche a una maggiore incidenza di sonnolenza e di potenziali interazioni con altri sedativi.
Il bilanciamento tra benefici sui sintomi psicotici e rischi di eventi avversi richiede un’attenta personalizzazione della terapia, soprattutto in popolazioni ad alto rischio come anziani o pazienti con comorbidità.
La clorpromazina viene assorbita del tratto gastrointestinale e distribuita ampiamente nell’organismo, con una metabolizzazione nel fegato che genera metaboliti attivi.
La sua emivita è variabile in base a fattori individuali, come età, funzione epatica e uso concomitante di altri farmaci. Questo influenza sia la velocità di inizio d’azione sia la durata dell’effetto terapeutico.
La eliminazione avviene principalmente attraverso vie renali ed epatiche, con una clearance che può essere alterata in presenza di malattie epatiche o renali.
Riguardo all’uso nel tempo, la farmacocinetica favorisce una gestione personalizzata della frequenza delle dosi e della durata del trattamento, sempre considerando la tolleranza individuale e la risposta clinica.
La clorpromazina è disponibile in diverse formulazioni per adattarsi alle esigenze cliniche: compresse orali, soluzione orale e, in ambito ospedaliero, preparati iniettabili o a lento rilascio per determinate indicazioni.
La modalità di assunzione è spesso legata alle condizioni del paziente: alcune formulazioni si prestano a dosi singole quotidiane, altre richiedono somministrazione frazionata nell’arco della giornata.
La scelta della formulazione dipende da diversi fattori, tra cui la gravità dei sintomi, la tolleranza individuale ai trattamenti sedativi, la necessità di un controllo rapido o graduale e la possibilità di monitoraggio medico stretto.
Prima di iniziare o modificare la terapia, è essenziale discutere con il medico riguardo a orari, cibo associato e potenziali interazioni con altri farmaci o sostanze, per minimizzare rischi e massimizzare l’efficacia.
Controindicazioni comuni includono ipersensibilità nota alla clorpromazina o ad altri fenotiazini, condizioni di ipotensione grave, malattie del sangue particolari e parkinsonismo acinoso in assunzione di altri farmaci.
Gli effetti collaterali più frequenti comprendono sonnolenza, sedazione, secchezza delle fauci, visione offuscata, stanchezza, rallentamento dei movimenti e possibile ipotensione ortostatica.
La clorpromazina può aumentare il rischio di discinesia tardiva e altri sintomi extrapiramidali, soprattutto con l’uso prolungato o in popolazioni ad alto rischio; è importante un monitoraggio neurologico periodico.
Durante la gravidanza e l’allattamento, l’uso va valutato con attenzione dal medico, considerando i potenziali rischi per il feto o il neonato rispetto ai benefici terapeutici per la madre. In caso di gravidanza o allattamento, informare immediatamente il medico se si verifica una gravidanza pianificata o in corso.
La clorpromazina può interagire con altri farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale, aumentando sedazione, sonnolenza e compromissione della coordinazione motoria.
Interazioni significative possono verificarsi con altri antipsicotici, antidepressivi, farmaci antiparkinsoniani, alcol e sedativi. Si raccomanda di evitare alcol durante il trattamento o di discuterne con il medico.
Alcuni farmaci possono influenzare il metabolismo della clorpromazina: il medico potrebbe dover ricalibrare la dose se si assumono contemporaneamente inibitori o induttori del sistema enzimatico epatico.
Ascoltare i consigli sullo stile di vita è importante: evitare attività che richiedono piena vigilanza finché non si conosce l’effetto del farmaco, prestare attenzione a cadute e problemi di equilibrio, soprattutto all’inizio del trattamento o durante i cambi di dose.
| Medicinale | Classe | Usi principali | Nota di sicurezza |
| Largactil (clorpromazina) | Antipsicotico classico, fenotiazina | Schizofrenia, disturbi psicotici; sedazione in contesti acuti | Rischio di effetti extrapiramidali e sedazione marcata |
| Haloperidolo | Antipsicotico classico, butirrofenone | Disturbi psicotici acuti; controllo di comporte | Elevato rischio di sintomi extrapiramidali; attenzione alle pulsioni motorie |
| Risperidone | Antipsicotico atipico | Schizofrenia, disturbi bipolari; agitazione | Profilo extrapiramidale minore ma può causare disturbi metabotici |
| Chlorpromazina (uso storico) | Fenotiazina | Ufficiale, differente in grado di sedazione | Combinabile con altri farmaci ma con attenzione agli effetti cognitivi |
Questo quadro comparativo è indicativo e non sostituisce la consulenza medica. Le scelte terapeutiche devono tenere conto delle condizioni individuali, delle comorbidità e della risposta al trattamento, oltre alle linee guida locali.
Di seguito trovi risposte sintetiche a domande comuni su Largactil (clorpromazina). Le risposte hanno natura orientativa; per indicazioni personali contatta il medico o il farmacista.
Gli effetti antipsicotici possono richiedere giorni o settimane per manifestarsi in modo sostanziale, mentre la sedazione può essere evidente nelle prime ore o giorni dall’inizio del trattamento. La risposta è altamente individuale e dipende da diversi fattori, tra cui la gravità dei sintomi e la presenza di altre terapie.
Se si dimentica una dose, non si deve raddoppiare la dose successiva senza consultare il medico. Seguire le istruzioni del medico o del farmacista per recuperare la regolarità della somministrazione e monitorare eventuali sintomi di rimbalzo o peggioramento.
Il consumo di alcol durante l’assunzione di clorpromazina può aumentare la sedazione, la sonnolenza e la compromissione delle funzioni motorie. È consigliabile evitare l’alcol o discuterne preventivamente con il medico.
La clorpromazina può comportare rischi per lo sviluppo fetale; l’uso in gravidanza va valutato attentamente dal medico. Se una donna in gravidanza o che pianifica una gravidanza sta assumendo o potrebbe dover assumere clorpromazina, deve discuterne con il medico per bilanciare benefici e rischi.
La durata del trattamento è individuale e dipende dalla condizione trattata, dalla risposta al farmaco e dagli effetti collaterali. Alcune persone possono necessitare di trattamenti a breve termine, altre di terapie prolungate; la decisione viene periodicamente rivista dal medico.
La clorpromazina può provocare sonnolenza o rallentare i riflessi. Evita di guidare o usare macchinari pesanti finché non hai chiaro come il farmaco influisce su di te. Se noti sonnolenza marcata, consulta il medico.
Nella maggior parte dei casi il cibo non modifica drasticamente l’efficacia del farmaco, ma alcune formulazioni potrebbero avere assorbimento variabile. Segui le indicazioni del medico riguardo a eventuali restrizioni alimentari o orari di assunzione corrispondenti a pasti.
In alcune situazioni, l’allattamento può richiedere particolari precauzioni. Il medico valuterà la necessità di continuare l’allattamento o di adottare misure alternative in base al beneficio per la madre e al benessere del bambino.
Conservare in modo appropriato, al riparo dall’umidità e dalla luce, seguendo le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo. Tenere fuori dalla portata dei bambini e controllare periodicamente la data di scadenza.
L’uso prolungato richiede monitoraggio attento, perché può aumentare la probabilità di effetti collaterali, tra cui alterazioni motorie e cambiamenti cognitivi. Il medico valuterà regolarmente rischi e benefici per decidere se continuare, modificare o interrompere la terapia.
Richiedono assistenza immediata: marcata sonnolenza associata a difficoltà respiratorie, rash improvvisi, gonfiore del volto o della lingua, sintomi di arresto cardiaco o convulsioni; sintomi di discinesia tardiva o rigidezza muscolare persistente. In caso di emergenza, cercare assistenza medica urgente.
No. La dose e la frequenza devono essere stabilite da un medico e possono richiedere modifiche nel tempo. Cambiamenti non supervisionati possono aumentare il rischio di effetti avversi o ridurre l’efficacia del trattamento.
Non è adatta a tutti: condizioni di salute preesistenti, interazioni con altri farmaci e storia di determinati disturbi neurologici possono rendere necessario un diverso trattamento. Il medico individuerà se la clorpromazina è la scelta migliore per te.
In alcuni casi, la clorpromazina viene impiegata in combinazione con altre terapie psicofarmacologiche o non farmacologiche. La combinazione deve essere attentamente monitorata per evitare interazioni indesiderate e mantenere l’efficacia complessiva.
La gestione degli effetti collaterali può includere aggiustamenti della dose, cambiamenti di formulazione o l’introduzione di trattamenti di supporto. È importante riferire immediatamente al medico eventuali sintomi indesiderati, in modo che possa valutare un piano adeguato.
Interrompere improvvisamente può causare effetti di rimbalzo o peggioramento dei sintomi. Qualsiasi modifica deve essere discussa con il medico, che può proporre una-graduale riduzione della dose se appropriato.
Segnali di efficacia includono miglioramento dei sintomi psicotici, maggiore cooperazione nelle attività quotidiane e riduzione di agitation e deliri. Tuttavia, la risposta può variare e richiede tempo e monitoraggio clinico.
Sì, come altri antipsicotici classici, può influire sull’appetito e sul metabolismo. Il medico può proporre controlli periodici del peso, della glicemia o del profilo lipidico e consigliare stile di vita sano per mitigare tali rischi.
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